Nella popolazione con più di 14 anni i consumatori quotidiani di bevande alcoliche erano, nel 2008, il 28,3% (a fronte del 33,5% di dieci anni prima), mentre aumentano di cinque punti (dal 37% al 41,7%) i consumatori occasionali. E’ quanto emerge dai dati Istat sulla frequenza del consumo di alcol in Italia aggiornati allo scorso anno e rielaborati da Federazione dei pubblici esercizi, Fipe-Confcommercio.
Tra i giovani con età compresa tra 14 e 17 anni la quota di coloro che consumano alcol quotidianamente è in forte calo. Era il 4,6% nel 1998, è il 2,4% oggi. Poco significativo l’incremento di chi consuma alcol abitualmente, mentre la quota di coloro che lo consumano fuori pasto passa dal 12,6% al 18,7%. Trend simile anche nella classe di età superiore (18-24 anni).
In sintesi, il dato che più di ogni altro indica un cambiamento significativo del modello di consumo è proprio quello relativo al consumo di alcol fuori pasto.
Il fenomeno non presenta distinzioni di genere. Tra le femmine con età compresa tra 18 e 24 anni, la quota di chi consuma alcol fuori pasto è passata dal 20,8% del 1998 al 33,5% del 2008.
Il cambiamento di abitudini riguarda anche il tipo di bevande consumate. Il consumo di vino e birra diventa meno esclusivo, mentre cresce quello con le altre tipologie di alcolici (aperitivi, amari e superalcolici).
Si tratta di un fenomeno che va segnalato ma che non presenta dimensioni importanti. Nei giovani tra 18 e 24 anni la quota di chi ha consumato nell’anno almeno un amaro, un aperitivo o un superalcolico è passata dal 5,4% del 1998 all’8,2% del 2008.
A dispetto dei luoghi comuni i comportamenti a rischio sono assai più diffusi nei piccoli centri che nelle grandi aree urbane.
Il binge drinking, ossia il consumo di sei o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione, è un fenomeno sostanzialmente stabile negli anni che interessa il 14% dei giovani tra 18 e 24 anni. Si tratta di 600mila persone su un totale di 4,2 milioni.
L’incidenza del fenomeno è del 7% tra i giovani con meno di 16 e 17 anni.
Nei Comuni con meno di duemila abitanti il binge drinking interessa il 10% della popolazione con più di 11 anni. Nelle aree metropolitane la quota scende al 6%, senza particolari distinzioni tra centro e periferia della città.
I dati, secondo la Fipe, dicono che la situazione è cambiata, ma non troppo. Dicono anche che tra i più giovani si fanno strada comportamenti di consumo che rompono la consueta relazione tra cibo e alcol per sposare modelli in cui il consumo di alcol avviene fuori dai pasti.
A questi comportamenti contribuiscono in modo significativo la maggiore capacità di spesa di cui godono i giovani oggi e dunque la maggiore propensione a stare fuori casa.
Se così è un’azione di contrasto al consumo di alcol da parte dei giovani dovrebbe mettere tra i propri prioritari obiettivi la limitazione dei luoghi di consumo.
fonte: confcommercio.it